Perché nasce il TLF Women Project

Cosa significa oggi essere una donna nel mondo del lavoro? Nella mia esperienza ho visto molte fotografie diverse:  alcune corrispondono agli stereotipi, altre, per fortuna, no.

I dati ci raccontano innanzitutto di un enorme spreco.

Di intelligenze, di competenze, di risorse per il paese. Le vediamo a scuola, nei più brillanti risultati delle diplomate e delle laureate. Poi a un certo punto scompaiono, inghiottite dai problemi di equilibrio tra vita personale e lavorativa, da discriminazioni più o meno esplicite, e da meccanismi di segregazione che le spingono in massa verso alcune professioni o le trattengono in ruoli minori. Il famoso “soffitto di vetro”: non lo vedi ma appena inizi a crescere professionalmente improvvisamente ci sbatti la testa, e ti rendi conto che più su non ti è permesso andare.

Alcune donne riescono a sconfiggerli, gli stereotipi.

Da sempre. Si affermano in contesti dove sono poco presenti, riescono a arrivare ai vertici delle loro organizzazioni o a influenzare gli ambiti in cui si muovono, vivono vite che si scelgono.

Come si fa?

  1. Innanzitutto, non da sole. La sociologa Rosabeth Moss Kanter ha illustrato già negli anni ’70 il meccanismo del Tokenism. L’unica donna in un board di uomini, per non sentirsi esclusa e sopravvivere in un contesto ostile, è spesso spinta a adeguarsi il più possibile alla cultura dominante. La leggenda popolare del “capo donna che è più uomo di un uomo” nasce da qui.  Per creare cambiamenti in una cultura organizzativa è importante essere in tante/i: creare network, sperimentare nuove pratiche, sottolineare i vantaggi del cambiamento per tutti, uomini e donne.
  • Nutrendo la consapevolezza. Gli stereotipi sono potenti finché sono invisibili, automatici. Nel momento in cui vengono svelati, possono essere oggetto di dibattito e riflessione. Possono essere messi in dubbio. Tutti abbiamo stereotipi. Quali sono i tuoi, e quelli delle persone che ti circondano? Come sono nati? In che modo ostacolano la tua crescita professionale e la tua vita? 
  • Lavorando sulla sfera personale. Sheryl Sandberg, la direttrice operativa di Facebook, ha spesso detto che il complice fondamentale della sua ascesa professionale è stato suo marito. E’ difficile concentrarsi sulla propria vita professionale quando si è contemporaneamente l’unica responsabile del lavoro di cura familiare… E molti uomini non vedono l’ora di potersi dedicare alla propria famiglia come se fosse naturale, senza più subire pregiudizi per questo.
  • Osservando con attenzione come il meccanismo del “double standard” sia presente anche dentro di noi. Sono moltissime le ricerche che sottolineano quanto lo stesso comportamento (per esempio affermare in modo deciso qualcosa) venga interpretato in modo diverso se ad agirlo sia un uomo (“è un leader! È un uomo con le palle”) oppure una donna (“è una rompiscatole! Chi si crede di essere?”). Tu come guardi te stessa e le tue colleghe?
  • Ricordando che essere donne è solo una delle differenze possibili. Ce ne sono molte altre, che si intersecano con questa, e vanno ascoltate. Spesso siamo contemporaneamente vittime e privilegiate… Una cultura organizzativa davvero inclusiva include tutte le differenze presenti. E’ un luogo dove tutte e tutti possano sentirsi a casa. 

E’ per costruire questo luogo che nasce il “TLF Women Project”.

Per affiancare, con gli strumenti che possediamo, le donne e gli uomini che abbiano voglia di costruire contesti organizzativi più inclusivi e vite più autentiche.

 “Sono radicata ma scorro” (Virginia Woolf)

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